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Dino Amenduni

Spero di poter campare esclusivamente di studio e scrittura. Quasi impossibile, lo so.

Simone Borsci

Esperto di Human Artificial Agent Interaction.

Laura Bortoloni

Massimo Dolcini, che ho avuto la fortuna di avere come insegnante negli anni dell’Isia a Urbino, in una lezione ci ha detto più o meno “Disegnerete sempre lo stesso manifesto”. Ecco, credo anch’io qualcosa del genere — penso che, pur cambiando tecnologie, ambiti o ruoli — continuerò a fare un lavoro in cui si cerca di costruire dei sistemi (visivi o meno) per dare senso alle informazioni.

Cesare Bottini

Uno che mi diverte ma che oggi non esiste ancora.

Laura Bustaffa

Ve lo faccio sapere fra 10 anni.

Valentina Catena

Quello che faccio oggi ma con ritmi più lenti. Oppure apro una rosticceria :P

Paolo Ciuccarelli

Sempre design, possibilmente facendo ricerca.

Daniele De Cia

L’insegnante.

Matteo De Santi

Oh, di media cambio lavoro ogni 2–3 anni… Quindi è difficile dirlo. Il piano B è sempre aprire un chiosco, magari su una spiaggia non troppo affollata, insieme alle persone che amo. E nelle pause continuare a fare quello in cui credo.

Federica Fragapane

Spero di continuare a fare questo lavoro!

Carlo Frinolli

Lavoro? In che senso lavoro? Io fra 10 anni vorrei ritrovarmi a giocare e sperimentare. Concentrarmi solo sulle cose che ho voglia di fare. Come? Nsepoffà? Allora scusate, io opto per il buen retiro oppure per la cucina amatoriale, ma solo quando mi va.

Clementina Gentile

Mi piacerebbe illustrare libri di poesia o favole per bambini, ma sarò più probabilmente impegnata a digitalizzare servizi pubblici.

Marco Giglio

Sono oggi all’inizio di una nuova avventura. Sarà un percorso di esposizione e promozione del cambiamento, di esplorazione e di ricerca di impatto concreto. Tra dieci anni spero di essere con i miei nuovi compagni di viaggio, a sorridere sul cammino percorso insieme, soddisfatti dei risultati. Come cambierà nel tempo il mio lavoro? Sono felice di non saperlo perché sono convinto che il futuro sarà sorprendente e tutti ci reinventeremo più e più volte.

Salvatore Larosa

Il business designer in accezioni più spinte (e avrò messo a terra e collaudato vari metodi design-oriented per diversi ambiti d’applicazione). Certamente il coach-allevatore di designer e di strategist (“volete un designer di due mesi già chippato e sverminato?”). Sogno nel cassetto? Progettista di ecosistemi e servizi per il sociale e l’avanzamento della conoscenza umana. Nel tempo libero? Forse mi diletterò a progettare e creare pesci con le zampe e draghetti volanti, utilizzando il mio DNA sequencer prosumer e un paio di incubatrici artificiali, e li venderò su VRbay.

Erika Lauro

Essere un freelance consultant che viaggia in giro per il mondo :)

Laura Licari

Un lavoro che riesca ancora a sorprendermi e sfidarmi ogni giorno.

Debora Manetti

La domanda che fa tremare ogni creativo. Nel mondo della comunicazione visiva le carte in tavola sono così tanto cambiate che è quasi imprevedibile pensare a come saremo chiamati a convertire le nostre competenze tra 10 anni. La sola cosa che so è che “Niente passa tanto di moda come la moda” (Munari) e la verticalità delle competenze sarà sempre più ricercata; per cui ho 10 anni di tempo per convogliare le energie verso un ambito più stretto di competenze.

Patrizia Marti

La maestra di yoga. Pratico da molti anni, sono già maestra di ashtanga, e lo yoga influenza moltissimo anche la mia professione nel dialogo tra mente e corpo.

Silvia Minenti

La Designer. Una designer con un bagaglio enorme, che restituisce ciò che ha “scoperto” in uno scambio continuo, perché di imparare non si smette mai, magari a servizio del proprio paese, per poter cambiare davvero le regole del gioco.

Alessandro Nasini

Lo stesso di oggi, il designer. Spero meglio e con maggior impatto di oggi. Per i prossimi 10, 20, 30… anni.

Daniela Petrillo

Il mio, ma con la possibilità di scegliere le cause a cui dedicarmi e le persone con cui farlo.

Domenico Polimeno

Non quello che faccio oggi. Ho sempre avuto difficoltà a capire che lavoro volessi fare e spesso ho saltato di job title in job title senza soluzione di continuità. Sicuramente voglio lavorare con la tecnologia e le persone, voglio ascoltare ancora tante storie ma forse alla fine finirò a fare “lo psicologo dei robot”, come mi chiamava mia nonna.

Antonio Romano

Quello che faccio, magari senza dover correre tanto come mi succede da più di quarant’anni…

Giovanni Ruello

Mi piacque molto quel talk di Jack Ma in cui dà consigli per tutte le età: “Prima dei 20 anni, sii un buono studente — Prima dei 30, scegliti un capo che ti insegni davvero; fai errori; rialzati e goditi lo spettacolo — Tra 30 e 40, scegli cosa vuoi fare — Tra 40 e 50, focalizzati in qualcosa che sai fare particolarmente bene — Tra 50 e 60, lavora per le nuove generazioni, trasmetti loro cosa hai imparato cosi che loro siano migliori di te — Quando avrai più di 60 anni, riposati; goditi il sole e la spiaggia” Credo proprio che mi piacerebbe insegnare.

Daniela Sangiorgi

Direi lo stesso!! Sperando di trovare sempre più spazi per progetti di cambiamento sistemico e multidisciplinari, con al centro il mondo della salute.

Daniela Selloni

Sempre il mio lavoro, l’ho scelto perché, come tutte le professioni ad alto valore cognitivo, credo che non invecchi. In più io faccio anche la ricercatrice, spero ce ne sia sempre bisogno.

Luca Simeone

Tra le altre cose, sto immaginando un nuovo tipo di yoga che a un certo punto vorrei sperimentare. Chissà…

Cristiano Siri

Non lo so e non me lo chiedo. Ma mi piace immaginarmi in una foresta, a piedi nudi.

Alberta Soranzo

Vorrei essere nella posizione di non dover accettare compromessi etici. In realtà non ho idea di come sarà il mondo tra 10 anni, ma sono curiosa di vedere come andrà a finire…

Clizia Welker

Qualcosa che mi porterà a prendermi cura delle persone, un lavoro a cui non so ancora dare un nome: qualcosa tipo counselor o coach; ma magari farò la fioraia o l’erborista e servirò tisane per farci rallentare la corsa.

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