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Dino Amenduni

Esercizio della delega + fiducia reciproca. Capacità di coprire le spalle dell’altro se l’altro ha un problema oggettivo nello svolgere il compito atteso. Atteggiamento positivo nei confronti della vita (cercare soluzioni più che mettere in luce problemi). Team eterogeneo per competenze, genere, passioni. Anche se poi non succede, un rapporto così buono da poter andare a prendere una birra insieme dopo il lavoro (senza parlare di lavoro, se possibile).

Simone Borsci

L’integrazione di diverse prospettive e competenze che possano lavorare in parallelo sulle problematiche.

Laura Bortoloni

Visione d’insieme e amore per il dettaglio. La capacità di “tenere la barra dritta” e fare un discorso semplice, chiaro, comprensibile, contemporaneamente all’abilità di dedicarsi alle sfumature.

Cesare Bottini

Portano al tavolo punti di vista diversi ma i membri parlano tutti la stessa lingua, capiscono il contesto e non si fermano a quello, esprimono il massimo al crescere della complessità, non hanno paura di sbagliare. Sono umili e ridono tanto.

Laura Bustaffa

  • Gli strumenti adatti;

  • Collaborazione e fiducia;

  • Una suddivisione dei ruoli e una struttura chiare e condivise: ciascuno sa cosa può/deve fare;

  • Entusiasmo ed energia;

  • Spazio per giocare e sperimentare.

Valentina Catena

  • Diversità: una squadra efficace ha in se tanti ruoli e abilità diverse;

  • Profili T: quante più persone possono vestire diversi cappelli, tanto più sapranno pesare gli sforzi reciproci e contribuire con ibridazioni multidisciplinari;

  • Empatia e ascolto: così da saper guardare non solo al cliente ma anche al team in ottica di mutuo supporto;

  • Scopo comune: non solo nel progetto, ma in generale, nel sentirsi parte di un intento, una missione- anche valoriale- in cui si crede;

  • Orientamento allo scopo: alcuni dicono “the purpose is the invisible leader”.

Paolo Ciuccarelli

Mente aperta, diversità, disponibilità reale al confronto, a condividere e cedere sulle proprie idee/posizioni, una buona leadership, struttura orizzontale ma non troppo.

Daniele De Cia

Poche, curiose, motivate, focalizzate persone che vogliono migliorare il mondo.

Matteo De Santi

Gente che rispetta, anzi, che gode, delle specificità e delle peculiarità di ciascuno collega. Gente che è felice di passare la palla. Ma che sa anche, almeno per un po’, giocare nel ruolo del compagno che si è infortunato. Tutto questo condito da una bella dose di fiducia. Credo più alla sintonia fra le persone e al condividere valori e obiettivi, piuttosto che all’efficienza basata su processi formalizzati (anche se ovviamente dipende dalla scala dei team e dal contesto in cui si opera). Ah, scusate, dimenticavo: i team di design che funzionano hanno persone che non si prendono troppo sul serio. Ah, scusate numero due: i team di design che funzionano non possono avere dentro solo designer!

Federica Fragapane

Una buona combinazione di competenze diverse, fiducia reciproca, capacità di dare e ricevere critiche e resilienza.

Carlo Frinolli

Tanti anni fa, giocavo ancora a Basket. Dopo un infortunio mediamente serio, ci misi un po’ a tornare in forma atletica e questo è pacifico. Ma la testa ci mise molto di più a tornare dentro le logiche di gioco. Mi ricordo a vagare nel campo di una squadra nuova con cui mi stavo allenando e occupare sempre la posizione sbagliata. Diedi la colpa alla mia approssimativa condizione atletica e disabitudine al gioco. Qualche mese dopo, tornato in forma, nei tornei 3 contro 3 che si facevano in uno Stadio Flaminio a Roma, ancora agibile, una furia. Incontenibile. Con e contro le stesse persone. Al di là del momento di autocelebrazione, ho capito che il problema è proprio nella capacità di orchestrazione, secondo me. Un team che funziona è in grado di adattare la propria velocità media, capacità di collaborazione, necessità di informazioni a quella di tutto il team. Il risultato sarebbe stato lo stesso, frustrante, se fossi stato troppo più forte o in gamba degli altri. Questo non è un invito alla mediocrità, ovviamente. Ma è un invito a sintonizzarsi (si vede che sto in fissa col suono, eh? NOIS3, podcast, sintonie, tempo) e ad armonizzarsi tra tutti, compresi i clienti. In fondo il lavoro che facciamo ha tantissimo a che fare con l’orchestrazione, illuminante è la scena di The Founder in cui i fratelli McDonald’s raccontano come hanno messo a punto il loro Speedy System. I team di design (e non solo) che funzionano, sono ben assortiti come competenze, umanità e capacità di ascolto. Ma anche velocità e capacità di aiutarsi.

Clementina Gentile

Hanno la capacità di comunicare apertamente e collaborare, hanno ruoli e responsabilità chiaramente definiti, godono della fiducia del management, hanno dei tools, delle metodologie e dei processi ben definiti e che vengono costantemente migliorati, hanno degli standard per misurare la qualità dei loro prodotti. E sono composti da favolosi esseri umani che non smettono mai di essere curiosi e che si divertono a lavorare insieme.

Marco Giglio

I team che funzionano danno valore alla ricerca da cui derivano buoni insight fortemente connessi al problema da risolvere. Sentono l’urgenza della soluzione e sono esposti a stimoli e contributi eterogenei. Hanno la capacità di combinarli in forme nuove e si divertono nel farlo.

Salvatore Larosa

Chiarezza e allineamento su obiettivi e metodologie. Forte apertura verso l’esterno del team, capacità di integrare i punti di vista di utenti, persone di business, tecnologia e organizzazione e diventare il punto di sintesi e incontro di tali aspetti. Standing e leadership: capacità di presentare e persuadere, capacità di portare avanti le proprie tesi e di trovare un equilibrio accettabile tra esigenze dell’azienda ed esigenze degli utenti/clienti. Inclusione. Il team di design vincente fa sì che tutti i membri di un team di progetto siano co-designer, co-protagonisti delle scelte e quindi vincenti.

Erika Lauro

Parlano lo stesso linguaggio, si fidano uno degli altri e hanno la stessa cultura in termini di processi e metodologie.

Laura Licari

Affiatamento, visione comune, passione, curiosità e standard qualitativi allineati.

Debora Manetti

In fin dei conti le regole del brainstorming sono valide in ogni fase del lavoro di gruppo: ascolto, sospensione del giudizio, apertura al contributo di tutti e free flow. E per funzionare al massimo, un team di design si deve sentire coinvolto e appassionato alla sfida progettuale.

Silvia Minenti

La complicità tra le persone. I team sono relazioni reali, non possono essere artefatti, ci devono essere persone che guardano dalla stessa parte, che hanno ideali e visioni simili, che si stanno simpatici e si stimano. Non si può progettare qualcosa di bello con qualcuno che non condividi, al di là della competenza che deve esserci, in un team che funziona ci sono persone: curiose, appassionate, precise, rispettose e autocritiche.

Alessandro Nasini

Competenza, esperienza e forte motivazione.

Daniela Petrillo

Non sono composti da soli designer, ma anche da psicologi e ingegneri e specialisti del prodotto, per mantenere un punto di vista ampio ma anche dritta la barra sul business.

Domenico Polimeno

“Psychological safety”, cross funzionalità e diversità. Le persone del gruppo devono sentire il proprio team come uno spazio sicuro dove possono sperimentare in maniera libera ed affrontare il conflitto in maniera sana. L’altra componente è la diversità, solo dalla contaminazione continua di skill ed esperienze si può dare vita da un team che possa affrontare sfide innovative.

Antonio Romano

Funzionano i gruppi che operano come un coro: hanno la giusta eterogeneità, sono tutti competenti e, soprattutto, sanno quale brano dovrà essere eseguito.

Giovanni Ruello

Amano il loro lavoro. Hanno talento, fiducia reciproca dei loro membri. Hanno un cuore grande e un ego piccolo. Sanno di non essere perfetti, si scambiano informazioni, si aiutano vicendevolmente. Hanno skills che si completano, accettano l’opinione dell’altro. Prendono atto dell’incertezza del percorso, ma non hanno paura di intraprendere sentieri non tracciati. Sanno trarre il meglio degli imprevisti, ma anche dissetarsi alle fonti fresche che trovano sul loro cammino. Hanno una leadership che sappia ispirarli e supportarli sapientemente, mettendoli in grado di rispettare le scadenze.

Daniela Sangiorgi

Competenze interdisciplinari, valori e principi guida comuni, condivisone di conoscenza e spazi adeguati al lavoro creativo e collaborativo, un supporto tecnologico adeguato, spirito di curiosità e positività verso il cambiamento, capacità di relazionarsi con sistemi complessi e i processi decisionali e di cambiamento organizzativi.

Daniela Selloni

  • Nella mia esperienza sono piccoli, o non troppo grandi.

  • Sanno condividere e delegare il lavoro.

  • Ci sono specialisti, ma anche figure intercambiabili.

  • Sono il più possibili orizzontali, con una minima verticalità su alcune decisioni.

  • Sono esplorativi all’inizio, ma sono molto convergenti e organizzati nelle fasi finali. Gestiscono le urgenze e l’imprevisto con gentilezza.

  • Hanno un buon numero di donne e pochi maschi alfa, forse meglio non averne affatto.

Luca Simeone

Non credo che ci sia una formula generica. Alcuni funzionano perché sono ben integrati e focalizzati, altri funzionano per il motivo opposto. Alcuni funzionano perché sono trans disciplinari, altri funzionano perché sono specializzati in una singola disciplina.

Cristiano Siri

  • Si permettono e aiutano ad essere Persone, superando la deleteria suddivisione fra vita professionale e vita personale.

  • Si ascoltano.

  • Educano il cliente all’ascolto.

  • Lo ascoltano.

  • Ascoltano gli utenti.

  • Ascoltano il sistema in cui dovrebbero intervenire.

  • Rallentano.

  • Riconoscono i propri bias.

  • Creano la propria metodologia di lavoro, non ne pescano acriticamente una fra quelle di moda.

Credo che questo sia un buon inizio per funzionare bene.

Alberta Soranzo

Trasparenza, integrità, calore e umanità. Un leader che aiuti a crescere e che sostenga. Non hanno rockstars, superstars, ego, bugie e una gerarchia indistruttibile.

Clizia Welker

  • Interdisciplinarità e un mix di hard e soft skills;

  • Regole chiare e condivise;

  • Collaborazione, apertura e permeabilità dei membri del team, capacità di costruire sulle idee e sui punti di vista degli altri;

  • Cultura del feedback;

  • Capacità di coltivare drive ed entusiasmo come team.

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